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L'EDITORIALE DE IL GIORNALE D'ITALIA

#STATESICURI

sicurezza roma

di Francesco Storace

Mica e' normale Angelino Alfano. A conferma che si può fare un solo mestiere alla volta soprattutto se è impegnativo come quello di ministro dell'Interno, ormai il ministro sembra buono solo a fare proclami. Quanto a risultati in tema di sicurezza lo zero sembra assicurato.

Il titolare del Viminale - nel tempo che gli lascia libero il suo bollente partito - sta portando all'esasperazione tantissimi ragazzi che vorrebbero servire lo Stato ma che sono parcheggiati in una graduatoria concorsuale come allievi di Polizia. Nel frattempo, ha bandito a marzo un altro concorso delle stesse dimensioni quanto a personale da reclutare, fregandosene delle aspirazioni di chi ha partecipato a quello precedente. Tutti i partiti protestano per il tempo infinito che si perderà. Tranne uno, il suo, Ncd ovviamente.

E' una storia che merita grande visibilità in un Paese che a sud vede le frontiere gruviera, in tutto il paese la criminalità che preoccupa i cittadini, al nord l'esasperazione sociale che ha preso di mira la Tav e ora anche Expo' 2015. In mezzo, una Capitale come Roma, sempre più in balia dei malviventi.

Proprio a Roma, stamane ci sarà una manifestazione - senza bisogno di ricorrere alle maniere forti - dei rappresentanti dei 672 allievi agenti che potrebbero già essere utilizzati dallo Stato dopo un breve periodo di formazione. Ma che Alfano inspiegabilmente ignora. E questo nonostante la spesa per il loro impiego sia già prevista dalla legge finanziaria.

La storia di cui parliamo e' davvero incredibile. Intollerabile direi. Eppure giacciono in Parlamento ben 22 interrogazioni, 3 interpellanze, 4 ordini del giorno, una mozione. Ma tutto questo non smuove di un millimetro il ministro dell'Interno. Che, nel frattempo e inspiegabilmente, ha indetto il nuovo bando di concorso per 650 allievi agenti. Tutto questo e' stato giustamente definito un paradosso, una vergogna.

La partita della sicurezza, ministro, si gioca anche sulla rapidità delle decisioni. Persino il Parlamento, lo scorso 8 aprile, ha visto il governo accogliere come "raccomandazione" un ordine del giorno per assumere quegli allievi di Polizia. ci vorrebbe qualcuno che chiedesse conto ad "Angelino" dell'ostinazione che mostra contro quelle centinaia di persone. I proclami sono inutili quando si commettono errori che possono risultare drammatici. E se esplode il caos, l'unica strada che poi rimane e' quella di casa. #statesicuri sarebbe un hashtag micidiale per i cittadini italiani.

A MANI GIUNTE

MicciMastPortale

di Francesco Storace

Forse Clemente Mastella pensa che si tratti di uno scherzo, ma probabilmente ha capito male, molto male. Non me ne frega nulla che sia candidato con Forza Italia, il suo nome va comunque iscritto fra gli invotabili di questa competizione elettorale. E anche se Berlusconi gli ha aperto la lista di Forza Italia per le europee, chi milita a destra deve fare di tutto per non farlo votare.

Ne sono talmente convinto che martedì prossimo, 29 aprile, terrò la mia prima manifestazione per Forza Italia a Napoli, a sostegno del mio amico da una vita Enzo Rivellini. Per lui, come per il pugliese Sergio Silvestris, intendo spendere le mie energie nelle circoscrizione meridionale, che comprende sei regioni: Campania e Calabria, Abruzzo e Molise, Basilicata e Puglia. Guai a sbagliare preferenze ai candidati. Tutti tranne Mastella.

E' un errore votare Mastella proprio per chi è garantista. Lui lo è solo per se stesso. Ora che ha un partito intero sotto processo, sua famiglia compresa, l'uomo di Ceppaloni fa la vittima e urla contro la magistratura di parte. Se fosse solo per questo lo sosterrei anch'io. Ma ha una colpa grave, ai miei occhi. Chi conosce la mia storia, sa bene che il garantista per se' Clemente Mastella e' stato forcaiolissimo nei miei confronti, quando da ministro della giustizia ci mise pochi minuti, anzi appena 48 ore, a mandarmi sotto inchiesta per la polemica con Napolitano. Il prossimo 23 giugno sarò interrogato al tribunale di Roma e poi, con una sentenza che per alcuni è già scritta, rischierò una sanzione penale molto elevata: l'art. 278 del codice penale - offese al prestigio e all'onore del capo dello Stato, quello che comunemente chiamiamo vilipendio - e' punito fino a cinque anni di galera.

Mastella avrebbe potuto dire no alla richiesta dei magistrati di aprire il fascicolo. Non lo fece. Oggi, per evitare la campagna contro, dovrebbe scusarsi, oppure spiegare perché ci mise una manciata di ore per farmi indagare.

E' lo stesso destino che riguarderà, nella circoscrizione delle Isole, Gianfranco Micciche', che saboto' alle regionali la candidatura di Nello Musumeci alla presidenza della Sicilia, spalancando le porte alla vittoria di Crocetta.

In un grande partito possono coesistere personalita' gradite o sgradite; con noi non può però esistere l'ipocrisia, e costoro nemmeno a mani giunte potranno pretendere consensi dai nostri sostenitori. Siamo uomini liberi e non mutiamo atteggiamento a seconda del simbolo che intendiamo votare.

Ovviamente, altre "puntate" riguarderanno ulteriori candidati da evitare in altre liste di circoscrizioni diverse: il nuovo centrodestra di Alfano punta sugli incompatibili, i ministri Lupi - al nordovest - e Lorenzin - al centro - per strappare voti agli elettori; Fratelli d'Italia addirittura sul mille volte convertito Magdi Allam al nordest. Ecco, candidati così e' meglio lasciarli a casa. Ne va del buon nome dell'Italia in Europa.

ISTIGAZIONE ALL'OFFESA: CI MANCA PURE VELTRONI...

veltroni corazziere

di Roberto Buonasorte

Ci manca pure Veltroni al Quirinale.

La bizzarra, vergognosa ipotesi è stata sparata in prima pagina da Il Giornale, che ha pubblicato un articolo sulla successione a Napolitano, le cui dimissioni sarebbero solo questione di tempo.

Walter Veltroni e' stato uno degli esponenti politici più fasulli che la politica italiana abbia mai conosciuto, ne sa qualcosa il nostro direttore Francesco Storace.

Il primo, l'uomo che aveva promesso di dedicarsi ai problemi degli africani, è stato sindaco di Roma quando il secondo era Presidente della Regione Lazio.

La volontà popolare li costrinse a "coabitare"...

Come molti sanno e tanti fingono di non sapere, la vita di Storace è stata caratterizzata per sette anni dal cosiddetto Laziogate, un processo burla in cui si diede da bere a Piero Marrazzo e ad Alessandra Mussolini che avesse ordinato chissà quale azione di spionaggio.

Sette lunghissimi anni terminati con l'assoluzione con formula piena per tutti gli imputati, tranne che per il pentito che "patteggiò" la pena dopo aver fabbricato il reato legato alla cosiddetta intrusione informatica al Campidoglio.

I giudici, ben sette anni dopo, sentenziarono che non era successo proprio nulla.

E il promotore dell'inchiesta, colui che denunciò alla Procura della Repubblica il Laziogate, il politico che preferì rivolgersi alla magistratura anziché al Presidente della Regione con cui lavorava, era proprio Walter Veltroni.

E uno così, che nemmeno ha sentito il bisogno di scusarsi per tante sofferenze procurate a una comunità intera, dovrebbe andare al Colle?

Sarebbe una vergogna assoluta.

L'articolo 278 del codice penale sarebbe violatissimo se salisse Veltroni.

Già, proprio quel 278, che punisce con la reclusione da uno a cinque anni chiunque offende l'onore o il prestigio del Presidente della Repubblica, e per il quale Storace è ancora sotto processo.

L'allora ministro di Giustizia Clemente Mastella ne autorizzò il processo in sole 48 ore, Veltroni ne ordinerebbe l'esecuzione in cinque minuti.

No, questa nostra Italia non ha bisogno dell'ennesimo bugiardo al vertice delle istituzioni repubblicane, ce n'è già uno a Palazzo Chigi.

Il finto buono, riciclato dopo mille avventure, si dedichi pure, come promesso, al popolo africano, ci faccia dimenticare il suo volto cinico e crudele, non ci costringa a ricordare la sua passione per l'Ulivo e Romano Prodi, l'uomo che insieme a Ciampi ci ha spinto verso l'incubo dell'euro.

Si, l'euro, la maledizione dei popoli del vecchio Continente che per quanto ci riguarda ha avuto l'avallo dei "maestri" di Walter l'africano.

Abbiamo la passione per la politica in bianco e nero, o di qua o di là, aborriamo qualunque forma di compromesso, condanniamo l'inciucio tra NCD di Alfano e PD, siamo bipolaristi convinti, noi.

Vogliamo tornare a competere con la sinistra, in modo anche ruvido se necessario, e ce ne sono di ruvidi dall'altra parte del campo.

Aridatece baffino, verrebbe da dire...

ASPETTANDO EBOLA

AlfanoImm

di Francesco Storace

Aspettando Ebola, potremmo dire. Il micidiale virus che ha colpito molti popoli africani rischia di rappresentare un grande problema anche per i paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo, Italia in testa. Ma tutto tace. Nessuno ci dice come stanno le cose.

Solo una notizia abbiamo ed e' quella che centinaia di migliaia di disperati stanno per bussare alle porte del nostro paese, come ci ha fatto candidamente sapere il ministro dell'Interno, Angelino Alfano. Bene: che succede? Nulla, assolutamente nulla.

Ecco, questa e' la battaglia che va davvero combattuta. La disperazione che cerca soccorso qui rischia di portare con se' fame e malattie e noi abbiamo il dovere di garantire anzitutto il nostro popolo prima di assicurare soccorso civile a chi chiede aiuto. Ma non possiamo farlo da soli. Purtroppo governa una classe dirigente inetta che ogni qualvolta si reca in un'Europa sempre più lontana ha bisogno di cure al ginocchio perché incapace di stare in piedi di fronte a Merkel e compagnia dominante. Ci chiediamo il perché di tanta negligenza di un governo che - come i precedenti - ci infligge salassi nel nome dell'Europa ma non riesce ad imporre altrettanta rigidità quando si allentano le maglie dell'immigrazione, a partire da quella clandestina.

Ripartono tutti dalla Libia, destinazione Lampedusa, ed ogni mese per i soli sbarchi ci costa la bellezza di una decina di milioni di euro. Il resto lo paghiamo ogni giorno in Patria.

Adesso sappiamo che rischiano di arrivarne seicentomila. E come sono stati calcolati? Magari potrebbero essere un milione....

E' evidente che non ce la faremo mai. E la questione non e' solo legata all'abrogazione del reato di immigrazione clandestina, che la stessa Forza Italia, sia pure con solo un terzo dei suoi deputati al contrario di quanto hanno fatto i senatori, ha sbagliato a votare, con la trasformazione in ammenda. No, il problema e' ben più complesso perché solo qualche mentecatto può pensare di sbattere in celle che non ci sono centinaia di migliaia di africani.

Dobbiamo pretendere sostegno da Bruxelles. Non c'è solo la moneta a rendere complicato il nostro rapporto con l'Unione Europea. Manca soprattutto la politica, e mai come nel contrasto all'invasione clandestina ne abbiamo bisogno.

Arriva la fame; e rischiamo anche la malattia.

Per chi non lo avesse ancora capito, Ebola semina lutti in Guinea, Liberia, Repubblica Centroafricana e dintorni. Abbiamo il dovere e il diritto di starci attenti.

Il compagno Zapatero rispose col fuoco alla clandestinità che sbarcava. Non pretendiamo tanto, ma vorremmo sapere dal governo Renzi che cosa diamine ha in testa. Non stiamo sereni, diciamo al premier, e farebbe bene a preoccuparsi anche lui.

C'è un problema di impossibile accoglienza e c'è il rischio di trasmissione di malattie; c'è un problema di sicurezza generale e c'è il timore di una regressione culturale e normativa spinta da una sinistra sempre più lontana dalla tradizione nazionale.

Questa battaglia la si affronta anche in Europa, ma non solo perché si è alla ricerca di un quorum. In troppi sono stati al governo per essere oggi credibili. A noi che in Parlamento non siamo, non bastano più le parole. Occorrono credibilità che pochi hanno e potenzialità per affrontare la classe politica del continente. Sta ai grandi partiti indicare la strada.

INVOTABILI

 

18 aprile

di Francesco Storace

Istruzioni per l'uso. E' bene allertare il popolo sui brutti scherzi che potrebbe giocare un "consenso non informato" domenica 25 maggio (a proposito: si vota solo la domenica e non più anche il lunedì). Diamo uno sguardo, ovviamente, nei partiti di centrodestra (così dicono).

Ieri mattina sui giornali abbiamo letto i nomi dei candidati alle europee nelle cinque circoscrizioni elettorali da cui usciranno i 73 parlamentari italiani. Ce ne sono alcuni assolutamente non votabili, a prescindere dai partiti di appartenenza. Anche in Forza Italia, dove proponiamo comunque in alternativa le candidature digeribili o addirittura molto gradite.

NORDOVEST - E' la circoscrizione dove votano gli elettori di Lombardia, Piemonte, Liguria e Val d'Aosta. E' scandalosa la candidatura del capolista del nuovo centrodestra, il ministro Lupi, un vero e proprio schiaffo all'elettorato. Se fosse una cosa seria, si dovrebbe dimettere dal governo, che e' incompatibile con il Parlamento europeo. Candidatura civetta. Nella lista di Fratelli d'Italia c'è il mio amico Alberto Torregiani, a cui ho mandato un pubblico in bocca al lupo. Ma pensavo fosse tra i capilista; invece e' in semplice posizione di acchiappavoti. Ce la farà invece, anche con i nostri voti, il capolista di Forza Italia Giovanni Toti, che e' persona in gamba e rispettosa. Nella stessa lista gironzolare al largo da Susy De Martini: non ha meritato i voti de La Destra a Genova, dove al ballottaggio preferì il compagno Doria. Pure causa ci ha fatto...

NORDEST - A destra c'è poco e certo non lo è affatto Magdi Allam, che certo poteva essere risparmiato all'elettorato cattolico. Annoto una mia simpatia personale nella lista azzurra per Simone Furlan, il mattacchione che ha inventato l'esercito di Silvio. Di fronte a tanti disertori un premio elettorale alla fantasia.

CENTRO ITALIA - Ncd schiera la ministra della salute, e anche questo e' uno scandalo. Ma la Lorenzin non rischia di dover scegliere tra incarico di governo e Strasburgo perché nella circoscrizione Lazio, Toscana, Marche e Umbria, la mandano al massacro contro i pesi massimi Carlo Casini e Roberta Angelilli, Alfredo Antoniozzi e Alfredo Pallone. Altro consiglio: farsi passare dalla testa il voto alla Lega che qui schiera addirittura il nemico di Roma Borghezio. Sembra di stare su scherzi a parte.

Meglio, molto meglio la coppia Tajani Mussolini. Per la terza preferenza in Forza Italia ci sono tanti altri amici da poter scegliere.

SUD - L'elettore che vive tra Campania e Calabria, Abruzzo e Molise, Basilicata e Puglia, non guardi le liste elettorali. Rischia di farsi venire un colpo con Cesa e Scopelliti nella lista Ncd o con Alemanno in Fratelli d'Italia (ma non era sindaco di Roma?). In Forza Italia non si può guardare Mastella, che ancora mi deve chiedere scusa per il suo giustizialismo contro di me per Napolitano: per fortuna gli azzurri schierano due ex An, Sergio Silvestris ed Enzo Rivellini.

ISOLE - In Sicilia e Sardegna merita una citazione, assolutamente negativa, Gianfranco Micciche', che poteva essere tranquillamente lasciato a piedi dopo quel che ha combinato alle elezioni regionali contro Musumeci. Ci impegneremo moltissimo per sconfiggerlo facendo rappresentare Forza Italia a Strasburgo da Salvo Pogliese, anche lui proveniente da An.

Seguite questo nostro "manuale". E poi non dite che non ve l'avevamo detto...