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L'EDITORIALE DE IL GIORNALE D'ITALIA

WHAT'S?

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di Francesco Storace

Non ci vuole l'Interpol per smascherare un pericoloso cazzaro internazionale che risponde al nome di Matteo Renzi. Gesticola, si dimena, ride, fa le smorfie, ma alla fine come un qualunque mr. Bean viene pizzicato. E il bollo e' negativo. Ormai Renzi si sta facendo riconoscere ovunque: le sue smanie di protagonismo non incantano l'Europa e l'Italia paga

Ieri si è esibito ancora una volta nel tentativo di sminuzzare, evitare, negare la mazzata europea. Che invece c'è stata e ha trafitto come era ovvio la più pazza legge di stabilità del continente. Altro che bollinatura della ragioneria generale dello Stato, e' la vostra cara Europa che vi manda a farvi benedire dicendo ripassate domani.

Quando nel diplomatico e paludato linguaggio comunitario, si scrive "significativo scostamento da obiettivi" riferito alla proposta di legge di stabilità del governo Renzi e' come quando nelle valli bergamasche si organizza un convegno sul mezzogiorno.

L'Italia si era impegnata al pareggio di bilancio, andava promettendo - il governo - che il 3 per cento del rapporto deficit Pil non sarebbe stato sfiorato. Bene, anzi male: ma a che pro? Facendo tra l'altro anche una pessima figura proprio sul piano della credibilità. La lettera era "strettamente confidenziale". Ebbene, il social president che ci ritroviamo a palazzo Chigi per volontà di Napolitano e della direzione del Pd non ha trovato di meglio da fare che spiattellarla sulla rete, attraverso il sito del ministero dell'economia. Se voleva far arrabbiare gli uffici di Bruxelles, c'è riuscito in pieno.

Katainen, il guardiano dei conti europei, ha chiesto di sapere come intendiamo rispettare gli obblighi di bilancio. Se lo chiede, e' evidente che non ne hanno trovato traccia nella manovra partita da palazzo Chigi in direzione Bruxelles.

Si badi bene: la lettera stoltamente resa pubblica dal governo non era ancora la bocciatura dei nostri conti, ma un invito a correggerli senza avviare procedure d'infrazione; invece, i geni della comunicazione che stanno al governo, gli stipendiati da ansia da prestazione, preferiscono la sfida, fra qualche ora grideranno al complotto plutocratico e non spiegheranno che ci stanno a fare in un'Europa che li frusta a sangue.

Renzi chi? gli rispondono ormai nelle sedi dell'Unione europea, dove si stropicciano gli occhi e si fregano le mani pur di metterci in ginocchio, sapendo che il premier che ci ritroviamo e' solo capace di sbuffoneggiare senza alcuna capacità di portare risultati a casa. Hai voglia a presiedere il semestre europeo, che caso mai ci espone ancora di più ad una figura barbina con i partners della comunità.

Temiamo per le sorti degli italiani: se la torchiatura fiscale già annunciata non basta all'Europa, figuriamoci che cosa saranno capaci di fare gli uomini dell'Economia. Padoan li armerà contro famiglie e imprese a caccia di quattrini. E tutti noi, muti, a pagare. Ma verrà o no il tempo della rivolta morale?

SFASCIO

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di Francesco Storace

Dunque, Salvini sembra il nuovo Duce, con la sua avanzata inesorabile verso il sud della Penisola. Masse adoranti lo attendono col loro dialetto per recitare il nuovo Verbo della destra rinata. Ma e' destra?

Quando vedo Salvini in tv, anch'io tendo a dire che ha ragione, le cose che strilla solleticano pure il mio istinto, si capisce la tentazione di chi si unisce al carro. Perché la destra e' frantumata e chi ama la politica ne soffre maledettamente l'assenza.

Ad essere spietatamente realisti basterebbe esaminare quella che è la situazione odierna: la Lega col vento in poppa (ora con Salvini c'è anche Silvano Moffa e fa riflettere che uno con la sua bella storia accetti quel percorso: ne parleremo); il movimento della Meloni, Fratelli d'Italia, che non riesce ancora a decollare perché non da' l'idea di volersi unire ad altri; Ncd con la ovvie difficoltà per chi ha un'anima di destra a stare in un partito alleato con la sinistra; in Forza Italia il solo Gasparri sembra avere ancora la voglia di battersi per i nostri comuni valori con Berlusconi che sembra preso più da altro e da altri; e da lontano Fini che guarda le macerie che ha lasciato. Certo, con i suoi errori, ma senza di lui e' andata ancora peggio, questa e' la realtà.

E per questo Salvini ha spazio ampio davanti a se'.

Il nostro mondo e' spappolato e vorrei sapere che cosa si aspetta a riunirci. Da mesi vado dicendo che non ho problemi di leadership e praticamente prego la Meloni di decidersi a fare sul serio: ma e' un'impresa ardua convincerla a fare passi, gesti, intese. Sembra frenata dall'interno.

Ma lo spettacolo e' terribile. Vivo la realtà della regione Lazio: io sono capogruppo de La Destra; Giancarlo Righini lo è per Fratelli d'Italia; Luca Gramazio guida il gruppo di Forza Italia e Pietro Di Paolo quello di Ncd. Quasi fosse uno scherzo, c'è pure la lista Zingaretti ad essere guidata da un ex-An, Michele Baldi.

Tutto questo e' insopportabile. Tutti sembrano rassegnati a vivere col livore permanente, gli uni contro gli altri. Mi chiedo: se le colpe sono state di Fini, perché senza Fini non ci si riesce ad unire? Senza Fini, siamo più compatti o meno compatti? Se il "traditore" era lui, perché senza il "traditore" i "puri" non riescono a marciare uniti? Vuoi vedere che alla fine era l'unico leader capace di tenerci insieme?

Faccio queste domande senza disegni altri, ma solo per voglia di capire e discutere su che fine deve fare questa comunità. Io voglio parlare con tutti quelli che ne hanno fatto parte. Valga per tutti. Altrimenti andrà a finire che, paradosso della storia, Salvini si beccherà pure saluti romani e alala'. Se staremo fermi se li sarà meritati.

Prima delle primarie, le volontà. E la fine di ogni rancore. Verso tutti e in maniera intelligente. Voglio una Patria sovrana. Come la voleva quella destra che sembra scomparsa dai radar della politica italiana. Facciamola risorgere, la guidi chi vuole e chi sa. Magari comincino a parlarne nella fondazione An: non era quello il luogo per la rinascita?

UN SOFFIO

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di Francesco Storace

Basta un soffio per spingere il vagone della legge che abroga il vilipendio nel nostro paese. Se alle dichiarazioni corrispondessero i fatti, ci sarebbero probabilmente vasti numeri per chiamare alla conta favorevoli e contrari e vincere una sfida di libertà. Da ieri c'è un altro mese di tempo per provarci e come ha detto il vicepresidente della Camera, Roberto Giachetti, e' il Parlamento che si deve muovere entro il 21 novembre.

Proprio a venerdì 21 novembre, alle 13,30, e' stata rinviata l'ultima udienza per il processo in cui sono imputato per il caso del conflitto con Napolitano. Ieri mattina, infatti, ho appreso all'ultimo momento dello sciopero dei magistrati onorari e anche la mia udienza e' andata a farsi benedire.

Un mese di rinvio che certo ben difficilmente vedrà il Parlamento approvare una legge in entrambe le Camere. A meno che il presidente della Repubblica non si decida a pronunciare qualche fatidica parola....

Credo che si sia compreso che possono tirarla per le lunghe quanto vogliono, ma io non intendo avvalermi della prescrizione, se resta questo reato anacronistico. Quindi, assoluzione o condanna con tutte le conseguenze previste dalle norme. E senza benefici.

Chi lo ha capito e' senz'altro il presidente della commissione giustizia del Senato, Nitto Palma, che ieri ha svolto la relazione generale sulle proposte di abrogazione dell'art. 278 del codice penale presentate da Gasparri di Forza Italia e dal gruppo 5 stelle. Oggi si terrà la discussione generale e quindi sarà fissato il termine per la presentazione degli emendamenti. Si corre, finalmente. Almeno pare e se non ci saranno ostruzionismi.

Mi auguro che anche il governo voglia fare sul serio. Al telefono, lunedi' il ministro Orlando mi ha manifestato la volontà di non restare insensibile al tema: vedremo che cosa saranno capaci di fare.

Molti politici, in queste ore, sollecitano gli altri politici a fare presto. Spero s'intendano fra di loro e soprattutto decidano la fine di questa storia kafkiana. Partiti di governo dicono che è giunta l'ora di abrogare il vilipendio - anche la portavoce di Ncd Saltamartini - e molti esponenti dell'opposizione. Fuori dal Parlamento si è espresso pubblicamente anche Fini con quell'#iostoconstorace che mi ha fatto sorridere e piacere. E certo lui non e' ostile a Napolitano.

Se alle parole di tutti seguiranno i fatti non ne guadagnerò io, ma la libertà di opinione di ciascuno. Ecco perché spero in un rapido pronunciamento del Parlamento. Per restituire democrazia agli italiani.

Certo, non nascondo di essere un po' demoralizzato per il rinvio dell'udienza: sette anni per un "reato" che da almeno cinque anni non e' più motivo di lite tra me e il Colle ha dell'incredibile e davvero, dopo il Laziogate, dopo le indagini sulla ricerca sanitaria, mi tocca dover sopportare un altro processone.... Ma quando finirà mai questa tortura?

#SENZAPAURA

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di Francesco Storace

"Rubo" un fortunato hashtag a Fratelli d'Italia per l'udienza di stamane a piazzale Clodio. A scanso di sorprese, che pure ieri sera si adombravano addirittura sul possibile rinvio della celebrazione dell'udienza per uno sciopero a palazzo di giustizia, dovrebbe finalmente arrivare a conclusione il processo per il presunto vilipendio nei confronti di Napolitano. Ci saremo, e #senzapaura.

Come succede in questi casi, le ultime sono le ore più convulse, con tantissime telefonate, una marea di messaggi, l'impossibilità di mettere a posto le idee per rispondere a tutti.

Ma di certo c'è la dignità di una posizione politica a cui non ho voluto rinunciare. Vado in aula a testa alta, con la certezza che il diritto prevarrà e i miei legali Naso e Reboa riusciranno a portare a casa il verdetto di assoluzione. Se così non sarà, non ci si illuda con soluzioni ipocrite, come auspicherebbe certa politica. Condanna? Se pensano di cavarsela con la condizionale per non farsi sommergere dall'onta del carcere per una parola, sbagliano di grosso. L'ho detto ieri anche al ministro Orlando, al telefono, che la mia reazione a una sanzione ingiusta sarebbe la reiterazione di un reato che dovrebbe essere cancellato dal codice penale.

Già, il ministro ieri mi ha telefonato, e gli va dato atto di aver compiuto un gesto di apprezzabile umiltà. Colto in fallo sui social network, un tweet sbagliato nei miei confronti, il Guardasigilli mi ha chiamato - alla vigilia del processo - per scusarsi. L'ho accolto con un "ben alzato" dei miei, ma probabilmente si aspettava la mia battutaccia.

La cosa più importante, aldilà del mio destino processuale, e' che ha pubblicamente preso impegno - anche con un comunicato successivo al nostro colloquio - a discutere la proposta di legge Gasparri in tema di vilipendio con Nitto Palma, presidente della commissione giustizia del Senato. Già questo e' indicativo che questa battaglia - niente affatto "personale" - andava fatta. Vedremo quali saranno le conseguenze.

Certo, come hanno notato Deborah Bergamini e Daniele Capezzone di Forza Italia, occorre davvero riflettere sulla possibilità che si possa addirittura andare in carcere per una sorta di lesa maestà, col reato di vilipendio.

Occorre evitare che possa essere punita con la prigione una frase di troppo e comunque che a decidere il via libero ad un'indagine possa essere un esponente di governo, il ministro della giustizia. Per noi, la strada maestra e', per le offese al presidente della Repubblica, quella del diritto alla querela con processo immediato: sarebbe un deterrente formidabile. Ma via questa roba che ancora oggi resiste a dispetto del tempo che scorre nel codice penale.

Il Parlamento può legiferare velocemente in materia; ed evitare discriminazioni. Ma ci vuole la volontà politica di tutti. E la nota di Orlando fa capire che forse anche in casa del Pd si può abbattere un muro. Se così sarà avrà vinto la tenacia. Ma e' una battaglia tutta da combattere.

ORLANDO SU TWITTER COME IN CURVA OFFENDE TUTTI QUELLI CHE PROTESTANO

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di Francesco Storace

Al ministro della giustizia piace giocare con la vita altrui. Andrea Orlando, che non si e' degnato di rispondere ad una mia lettera sulla questione che domani mi vedrà a processo per Napolitano sull'anacronistico reato di vilipendio, tambureggia su Twitter e offende - lui si' - le persone. Non al limite della querela, ovviamente, ma quello della sensibilità lo oltrepassa eccome.
Sarà un brutto periodo per i nervi dei politici di sinistra provenienti dalla Liguria, ma nella stessa maniera arrogante di Burlando con un cronista locale, ieri sera Orlando si è esibito in una performance da vomito per la quale spero voglia scusarsi.
La domenica pomeriggio di Twitter ha visto tra le maggiori tendenze l'hashtag #iostoconstorace riferito al processo in cui sono imputato per una polemica su cui mi chiarii con lo stesso Capo dello Stato.
Ebbene, di fronte ad un utente della rete che sfotteva un mio sostenitore che scriveva appunto di stare con me ribattendogli "e' un problema tuo", Andrea Orlando non ha trovato di meglio da fare che cliccare sul tasto "preferiti" la battuta del mio detrattore.
Da un ministro - quello della giustizia! in queste ore! - mi aspetterei più rispetto non verso di me, ma nei confronti di tantissimi cittadini che ieri hanno manifestato un "problema loro" - quello che mi riguarda - e che siccome è affare di malagiustizia dovrebbe essere anche "problema suo", signor ministro. Quelle persone hanno il diritto a sentirsi offese da lei, caro Guardasigilli, che le tratta come fa Burlando con i giornalisti che gli fanno domande scomode.
Andrea Orlando dovrebbe vergognarsi e scusarsi. Fa il ministro, non sta in curva.