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Circolare tesseramento nazionale 2015

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In allegato la circolare tesseramento nazionale 2015

Allegati:
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CANTASTORIE

PresidentaBold

di Roberto Buonasorte

Sono trascorsi 70 lunghi anni dalla fine della seconda guerra mondiale e a buon titolo quel pezzo di vita della nostra Patria può prendere il suo giusto posto nella storia. Al riparo di questioni ideologiche e faziose, quindi, è corretto interrogarsi su certe espressioni della presidente della Camera Laura Boldrini che lasciano perplessi persino grandi nomi del Partito Democratico. Non è un caso che sulla vicenda sconcertante dell'obelisco del Foro Mussolini, infatti, tutti abbiano preso le distanze dalle sue parole. La protesta è montata in ogni dove, i social network sono insorti, migliaia e migliaia di post hanno mostrato il punto di vista di moltissimi italiani, il che induce ad una seria riflessione: i tempi sono cambiati.

 

Probabilmente la stessa Boldrini, che si mostra sempre più inadeguata al ruolo che ricopre, si è resa conto della gaffe, anzi dell'autogol, visto che la sua pagina twitter - che fino a due giorni fa straripava di post dedicati al 70esimo dalla liberazione - nelle ultime 48 ore propone eventi dedicati all'importanza del web nella società. E ha fatto un clamoroso dietrofront proprio nella giornata di ieri dichiarando ai microfoni di Rai News 24 che "è falso e ridicolo quanto scritto sui giornali sulla volontà di abbattere i monumenti fascisti, paragonandomi all'Isis. Nessuno vuole abbattere nulla".

I tempi sono cambiati, forse se ne e' accorta anche lei. Più cantastorie che storica. Lo dimostra il fatto che dal suo pensiero hanno preso le distanze, dicevamo, anche molti esponenti del Pd. Leggere che il presidente Orfini risponde "Io quella scritta la lascerei lì" la dice lunga su come sia ormai evidente che l'ideologia sta lasciando il passo finalmente alla storia. Allo stesso modo le parole di Stefano Pedica: "Eliminare la scritta DVX dall'obelisco del Foro Italico è una proposta senza senso. Per eliminare la storia del fascismo allora la Boldrini chiederà anche di far radere al suolo tutto il quartiere dell'Eur?".

Più sottile Storace: "La presidente della Camera scoprirà prima o poi l'Istituto della Previdenza Sociale, fondato nel 1933, e proporrà di abolire direttamente le pensioni...".

Ma il problema non sta solo nella scritta sull'obelisco: vi sono stati, in maniera esponenziale negli ultimi giorni, più episodi che danno molto da pensare sul pensiero della presidente della Camera. Il più grave è il suo sarcasmo sulla vicenda dei cristiani uccisi dai fanatici islamici: "Non hanno avuto modo di intavolare una discussione teologica" ha detto. Parole incredibili se pronunciate da chiunque, imperdonabili se provengono dalla terza carica dello Stato. A fronte di tanto buonismo che perversa le sue parole quando si tratta di rom e di clandestini, Laura Boldrini ai cristiani trucidati dedica questo tipo di sarcasmo: è inaccettabile perché si tratta di una presa di posizione chiara ed inequivocabile non solo contro la Chiesa cattolica ma anche nei confronti dell'umanità, e in favore della violenza e dell'intolleranza, il che è inqualificabile.

Inadeguata e anche irresponsabile aggiungiamo.

Nella settimana che precede il 25 aprile una cosa del genere è davvero la più grande provocazione che si poteva fare, in un Paese, il nostro, già sotto tiro per il pericolo del terrorismo internazionale, l'immigrazione clandestina, la sicurezza ormai scivolata in coda alle priorità del governo Renzi, l'Expo alle porte e il Guibileo ormai prossimo...

Ci mancava solo la Boldrini...inadeguatezza totale.

UN DOVERE

corteo online

di Francesco Storace

Oggi a Trieste, domani a Roma col nostro comitato centrale, a giugno tirare le somme e aprire una nuova fase dopo le elezioni regionali: il dovere deve richiamare in campo ciascuno di noi per ridare una destra all'Italia smarrita di questi tempi.

Dobbiamo crederci, senza veti. Chiediamo a tutti di portare una pietra al cantiere: l'unica condizione deve stare nei contenuti della battaglia politica da intraprendere. Sovranità, patriottismo conservatore, tradizione nazionale, politiche sociali, affermazione del dovere della legalità e del diritto alla sicurezza, lotta all'immigrazione clandestina, al centro di una piattaforma da rilanciare con forza.

Nel capoluogo giuliano si terrà nel pomeriggio di oggi una manifestazione promossa da Roberto Menia, intitolata sulla scia di quella romana del 28 marzo "una destra per la terza repubblica". È un tema affascinante che dobbiamo convintamente proporre al nostro popolo.

Poi, l'appuntamento di domani col Parlamentino de La Destra, il nostro comitato centrale. Mi permetto di indicare una traccia di percorso per il post regionali, puntando ad affermare la ragione sociale per cui nascemmo nel 2007: ridare alla Nazione la forza politica che più rivendica l'appartenenza di destino.

Ma prima, certo, dovremo fare il nostro dovere anche sostenendo le liste di Fratelli d'Italia alle elezioni regionali. Magari scoprissimo a fine maggio di aver finalmente ritrovato la destra che manca a tutti noi. Altrimenti, insieme a loro, si lavorerà ad un nuovo progetto. Ma guai a stare fermi, ad osservare quello che accade. Sarebbe sbagliatissimo.

Soprattutto perché si sta affievolendo la speranza e il popolo pare sempre più rassegnato al peggio, col renzismo dominante. È in atto una restaurazione di poteri forti e antichi che si ritrovano sotto l'ombrello di Matteo Renzi, che pure riesce a sopravvivere persino alla devastazione morale che riguarda anzitutto il suo partito. La corruzione dilaga ma lui, il premier, e' intoccabile.

Di qua, l'attesa; il centrodestra e' in una imbarazzante crisi di leadership, l'alternativa sembra davvero lontana e se Salvini ci piace quando strilla, sappiamo anche che occorre dare agli italiani una rappresentanza in grado di proporre soluzioni e non solo rabbie.

Ecco perché bisogna sentire come un dovere la riunificazione a destra. Da quando siamo nati come movimento politico ci siamo battuti per questo obiettivo: non essere riusciti ad essere la forza catalizzatrice per tutti non deve portare a sabotare iniziative altrui. Ovviamente, ascoltando le voci del consenso e del dissenso. Per quello che mi riguarda, credo che tutti abbiano compreso qual è per me la strada più giusta da percorrere.

I BLUFF DI NICOLA SULLA SICUREZZA

ZINGARETTI

di Francesco Storace

L'attore di famiglia sembra lui. Ma la recita della regione pulita ormai è finita e i ruoli si ristabiliscono. Montalbano rimane l'altro Zingaretti; quello che governa il Lazio e' solo impegnato a piazzare cavalli di frisia davanti al Palazzo e a lanciare fumogeni propagandistici, sperando di oscurare la realtà delle cose.

Anziché rispondere alle puntuali domande che gli poniamo da giorni, Nicola Zingaretti svicola, si dimena, sfugge. E non capisce che arriverà inevitabilmente il momento in cui non potrà più fingere. Nella sua strategia campeggia il "muoia Sansone con tutti i Filistei" e poco importa che di mezzo rischi di capitarci un'istituzione importante come la regione Lazio.

Una cosa l'ha capita, però, ed è quella che riguarda il tema della legalità. Sa che rischia grosso, dopo che gli hanno tolto il fidatissimo capo di gabinetto Maurizio Venafro per Mafia capitale - e la smettano in regione di dire che continua a lavorare per Zingaretti, che' danneggiano sia l'uno che l'altro... - e tenta di bluffare sul suo impegno per la sicurezza e contro i clan.

Gli chiedi che fine hanno fatto gare e appalti. Non risponde, lascia cadere tutto nell'opacità perché pensa che erigere una specie di caserma tra via Cristoforo Colombo e la Pisana sia sufficiente a credere alle sue panzane. Presso il consiglio regionale ci siamo sentiti proporre come segretario generale il dottor Stefano Toschei, magistrato. E chi si azzarda a dire una parola.... Votato senza nemmeno conoscerlo.

Al posto di Venafro, arriva un altro magistrato, Andrea Baldanza, provenienza Corte dei Conti, nei mesi scorsi anche lui impegnato presso il consiglio regionale come capo di gabinetto del presidente Leodori.

Per completare l'opera è di ieri l'iniziativa legislativa che punta a modificare l'osservatorio regionale per la sicurezza - che costa ottantamila euro l'anno - con l'inserimento di un rappresentante della Direzione Investigativa Antimafia. Questi, con vigili, carabinieri, polizia di Stato, finanza, amministrazione penitenziaria, sindacati, tutti insieme agli ordini del presidente dell'organismo, Gianpiero Cioffredi. Costui, poverino, alle regionali non ce la fece, e Zingaretti lo piazzo' a guardia della legalità. Geometra nella vita, Cioffredi ha sostituito Rosario Vitarelli, che nel curriculum ha avuto almeno la divisione anticrimine della questura di Roma. Tra i membri dell'osservatorio - che poco osserva e molto costa - un avvocato di Latina, Aielli, nella cui pagina fb spicca Scelta civica Monti, e Gabriella Stramaccioni, gia' candidata con Ingroia. Per fortuna ci sono anche esperti delle forze dell'ordine.

In molti si cominciano a chiedere il perché di queste mosse....

MISTERI

1 MisteroLazioprima

di Francesco Storace

Le nubi si infittiscono. L'inchiesta Mafia capitale che riguarda la regione rischia di essere devastante, perché ci sono troppe zone d'ombra su cui l'amministrazione Zingaretti non fa chiarezza. Improvvisamente, si è appreso che la gara per il Cup sanitario, che interessava Salvatore Buzzi, non è stata solo annullata; c'è qualcosa di più: gli atti dell'appalto sono stati sequestrati dalla magistratura.

Prima domanda: ci sono altre gare nel mirino di piazzale Clodio?

Seconda domanda (e altre tre in successione...): Zingaretti quando ha saputo del sequestro delle carte?

E Venafro, il suo ex capo di gabinetto, quando è stato formalmente indagato?

La direttrice della centrale acquisti della regione - ovvero colei che guida la danza degli appalti centralizzati - Elisabetta Longo, quando è stata interrogata dalla magistratura?

E il segretario generale dell'ente, Andrea Tardiola, quando è stato informato di quel che succedeva in amministrazione sull'inchiesta Mafia capitale?

Tardiola e Longo saranno ascoltati in commissione bilancio alla Pisana solo il prossimo 23 aprile. Un'eternità rispetto alla domanda di trasparenza che ogni giorno che passa rischia di essere drammaticamente inevasa. E c'è il concreto rischio che si trincereranno - come e' stato incredibilmente fatto con una lettera di Tardiola al consigliere Barillari del gruppo 5 stelle - dietro il "sequestro" delle carte sulla gara del Cup. La lettera, spuntata fuori improvvisamente, e' del 9 aprile. Eppure quattro giorni dopo - il 13 -  sempre Tardiola ha scritto alla commissione bilancio assicurando la disponibilità degli atti di tutte le gare, Cup compreso.

Ancora sulle date: le dimissioni di Venafro vengono rese note il 24 marzo; ma la lettera di Barillari e' del 19 marzo. Perché si risponde solo il 9 aprile? Se si fosse risposto subito - si chiedevano documenti proprio sulla gara Cup - si sarebbe potuto produrre la documentazione non ancora "sequestrata". Che riguardava le modalità di nomina della commissione di gara, per cui è stato indagato Venafro.

Oppure era già successo tutto prima del 24 e lo si è tenuto nascosto? In regione si sapeva già dell'inchiesta, dell'avviso di garanzia (o avvisi...?) e del sequestro delle carte? E perché si è detta un'altra cosa alla commissione bilancio? Nella seduta del consiglio regionale si è magari omesso qualcosa che già era noto alla giunta?

A questo punto abbiamo la necessità di capire se ci sono altri appalti nel mirino. Se il Cup va sotto sequestro (e quindi è inutile sproloquiare su un nuovo bando di gara) perché c'era la coop di Buzzi, anche alla gara ben più imponente sul multiservizio tecnologico partecipa un'azienda coinvolta nell'inchiesta madre, quella sul Comune di Roma: il Cns. Anche questa e' nel ciclone? In consiglio regionale Zingaretti ha tenuto ad escludere assegnazione di gare a società coinvolte nel "mondo di mezzo". Conseguenza logica sarebbe capire che intende fare il governatore sull'appalto e in questione, del valore di un miliardo e duecento milioni. Ma se si perde tempo, la nebbia non si dirada. Anzi. Avete il dovere della verità. Anche perché ci sono altre gare su cui urgono chiarimenti seri. A partire da alcune modalità....