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LA SCINTILLA

fiammifero

di Roberto Buonasorte

Lo confessiamo, prima di prendere la decisione, l'altro ieri a Roma, ci abbiamo riflettuto e a lungo.

Occorreva insistere ancora per tentare un dialogo con Fratelli d'Italia nonostante la presunta autosufficienza più volte espressa da costoro?, si chiedeva qualcuno.

Oppure-come ci chiedevano altri-bisognava guardare ancora più a destra e tentare di creare un soggetto "estremo"?

Probabilmente, come sempre, la via giusta è quella che sta in mezzo e dunque, molto più semplicemente e realisticamente, dobbiamo tornare ad essere quello che eravamo, che siamo sempre stati: una forza nazionale, autonoma e diversa da quella Lega che, nonostante gli sforzi di Salvini, continua a perseguire (in base allo Statuto) l'indipendenza della Padania.

Dunque, prendendo atto che il centrodestra che abbiamo conosciuto fino ad ora non c'è più, dobbiamo andare a recuperare i consensi dei tanti italiani che a milioni ci votavano e che ora, stando ai risultati sempre più spietati, in parte si sono rifugiati nei grillismo e in gran parte nell'astensione.

Si fugge dalle urne perché non soddisfatti dalla deriva parisiania che sta prendendo Forza Italia da una parte, e-stando ai mitici sondaggi-probabilmente non si apprezza neppure chi continua a stare a rimorchio ora del vecchio zio Silvio ora a fare da spalla al leader lumbard.

Con noi, invece,  il territorio tornerà ad essere protagonista.

Quel territorio che conosciamo palmo per palmo. E ai nostri dirigenti sparsi in tutta Italia, che non finiremo mai di ringraziare per averci seguito nonostante tutto fino ad oggi, vogliamo dire che se saranno bravi forse riusciranno a recuperare i tanti che erano con noi e che troppo frettolosamente ci hanno lasciato.

Non occorre girare a vuoto alla ricerca di chissà cosa, la vostra dimora è qui, calda e accogliente; troverete uomini e donne che non vi faranno l'esame del sangue, non vi chiederanno di essere rottamati perché anziani o perché magari un tempo avete militato nel MSI, non vi chiederanno l'anno di nascita, ma solo se avete voglia di combattere per la nostra e vostra Italia.

Ne avremo di occasioni, carissimi amici.

Ci incontreremo ovunque, sicuramente nelle 100 manifestazioni già indette per dire no alla truffa di Renzi, Boschi e Verdini e che a breve dalle pagine del giornale renderemo note.

Ma poi, ancora, prendendo come spunto la presentazione del libro di Storace "La prossima a Destra" che sta riscuotendo un clamoroso successo di pubblico ovunque.

Il primo banco di prova però, mentre si intensifica l'attività del tesseramento e si corre spediti verso il congresso di primavera, sarà la grande manifestazione popolare del prossimo 20 novembre dove a Roma, Storace ed Alemanno, insieme ai nostri militanti e a quelli di Azione nazionale, riabbracceranno il loro popolo per dire con nettezza no al referendum del 4 dicembre.

Sarà quella l'occasione per far capire a tutti che c'è una comunità che non vuole morire né grillina né renziana.

Ma neppure continuare a vivacchiare tra slogan e talk show; occorreva una scintilla, e stando alle primissime reazioni possono dire che siamo riusciti a farla scattare.

Lo spunto iniziale è stato dato, ora tocca a ciascuno contribuire a realizzare un progetto grande e vincente.