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CANTASTORIE

PresidentaBold

di Roberto Buonasorte

Sono trascorsi 70 lunghi anni dalla fine della seconda guerra mondiale e a buon titolo quel pezzo di vita della nostra Patria può prendere il suo giusto posto nella storia. Al riparo di questioni ideologiche e faziose, quindi, è corretto interrogarsi su certe espressioni della presidente della Camera Laura Boldrini che lasciano perplessi persino grandi nomi del Partito Democratico. Non è un caso che sulla vicenda sconcertante dell'obelisco del Foro Mussolini, infatti, tutti abbiano preso le distanze dalle sue parole. La protesta è montata in ogni dove, i social network sono insorti, migliaia e migliaia di post hanno mostrato il punto di vista di moltissimi italiani, il che induce ad una seria riflessione: i tempi sono cambiati.

 

Probabilmente la stessa Boldrini, che si mostra sempre più inadeguata al ruolo che ricopre, si è resa conto della gaffe, anzi dell'autogol, visto che la sua pagina twitter - che fino a due giorni fa straripava di post dedicati al 70esimo dalla liberazione - nelle ultime 48 ore propone eventi dedicati all'importanza del web nella società. E ha fatto un clamoroso dietrofront proprio nella giornata di ieri dichiarando ai microfoni di Rai News 24 che "è falso e ridicolo quanto scritto sui giornali sulla volontà di abbattere i monumenti fascisti, paragonandomi all'Isis. Nessuno vuole abbattere nulla".

I tempi sono cambiati, forse se ne e' accorta anche lei. Più cantastorie che storica. Lo dimostra il fatto che dal suo pensiero hanno preso le distanze, dicevamo, anche molti esponenti del Pd. Leggere che il presidente Orfini risponde "Io quella scritta la lascerei lì" la dice lunga su come sia ormai evidente che l'ideologia sta lasciando il passo finalmente alla storia. Allo stesso modo le parole di Stefano Pedica: "Eliminare la scritta DVX dall'obelisco del Foro Italico è una proposta senza senso. Per eliminare la storia del fascismo allora la Boldrini chiederà anche di far radere al suolo tutto il quartiere dell'Eur?".

Più sottile Storace: "La presidente della Camera scoprirà prima o poi l'Istituto della Previdenza Sociale, fondato nel 1933, e proporrà di abolire direttamente le pensioni...".

Ma il problema non sta solo nella scritta sull'obelisco: vi sono stati, in maniera esponenziale negli ultimi giorni, più episodi che danno molto da pensare sul pensiero della presidente della Camera. Il più grave è il suo sarcasmo sulla vicenda dei cristiani uccisi dai fanatici islamici: "Non hanno avuto modo di intavolare una discussione teologica" ha detto. Parole incredibili se pronunciate da chiunque, imperdonabili se provengono dalla terza carica dello Stato. A fronte di tanto buonismo che perversa le sue parole quando si tratta di rom e di clandestini, Laura Boldrini ai cristiani trucidati dedica questo tipo di sarcasmo: è inaccettabile perché si tratta di una presa di posizione chiara ed inequivocabile non solo contro la Chiesa cattolica ma anche nei confronti dell'umanità, e in favore della violenza e dell'intolleranza, il che è inqualificabile.

Inadeguata e anche irresponsabile aggiungiamo.

Nella settimana che precede il 25 aprile una cosa del genere è davvero la più grande provocazione che si poteva fare, in un Paese, il nostro, già sotto tiro per il pericolo del terrorismo internazionale, l'immigrazione clandestina, la sicurezza ormai scivolata in coda alle priorità del governo Renzi, l'Expo alle porte e il Guibileo ormai prossimo...

Ci mancava solo la Boldrini...inadeguatezza totale.