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di Francesco Storace

Le nubi si infittiscono. L'inchiesta Mafia capitale che riguarda la regione rischia di essere devastante, perché ci sono troppe zone d'ombra su cui l'amministrazione Zingaretti non fa chiarezza. Improvvisamente, si è appreso che la gara per il Cup sanitario, che interessava Salvatore Buzzi, non è stata solo annullata; c'è qualcosa di più: gli atti dell'appalto sono stati sequestrati dalla magistratura.

Prima domanda: ci sono altre gare nel mirino di piazzale Clodio?

Seconda domanda (e altre tre in successione...): Zingaretti quando ha saputo del sequestro delle carte?

E Venafro, il suo ex capo di gabinetto, quando è stato formalmente indagato?

La direttrice della centrale acquisti della regione - ovvero colei che guida la danza degli appalti centralizzati - Elisabetta Longo, quando è stata interrogata dalla magistratura?

E il segretario generale dell'ente, Andrea Tardiola, quando è stato informato di quel che succedeva in amministrazione sull'inchiesta Mafia capitale?

Tardiola e Longo saranno ascoltati in commissione bilancio alla Pisana solo il prossimo 23 aprile. Un'eternità rispetto alla domanda di trasparenza che ogni giorno che passa rischia di essere drammaticamente inevasa. E c'è il concreto rischio che si trincereranno - come e' stato incredibilmente fatto con una lettera di Tardiola al consigliere Barillari del gruppo 5 stelle - dietro il "sequestro" delle carte sulla gara del Cup. La lettera, spuntata fuori improvvisamente, e' del 9 aprile. Eppure quattro giorni dopo - il 13 -  sempre Tardiola ha scritto alla commissione bilancio assicurando la disponibilità degli atti di tutte le gare, Cup compreso.

Ancora sulle date: le dimissioni di Venafro vengono rese note il 24 marzo; ma la lettera di Barillari e' del 19 marzo. Perché si risponde solo il 9 aprile? Se si fosse risposto subito - si chiedevano documenti proprio sulla gara Cup - si sarebbe potuto produrre la documentazione non ancora "sequestrata". Che riguardava le modalità di nomina della commissione di gara, per cui è stato indagato Venafro.

Oppure era già successo tutto prima del 24 e lo si è tenuto nascosto? In regione si sapeva già dell'inchiesta, dell'avviso di garanzia (o avvisi...?) e del sequestro delle carte? E perché si è detta un'altra cosa alla commissione bilancio? Nella seduta del consiglio regionale si è magari omesso qualcosa che già era noto alla giunta?

A questo punto abbiamo la necessità di capire se ci sono altri appalti nel mirino. Se il Cup va sotto sequestro (e quindi è inutile sproloquiare su un nuovo bando di gara) perché c'era la coop di Buzzi, anche alla gara ben più imponente sul multiservizio tecnologico partecipa un'azienda coinvolta nell'inchiesta madre, quella sul Comune di Roma: il Cns. Anche questa e' nel ciclone? In consiglio regionale Zingaretti ha tenuto ad escludere assegnazione di gare a società coinvolte nel "mondo di mezzo". Conseguenza logica sarebbe capire che intende fare il governatore sull'appalto e in questione, del valore di un miliardo e duecento milioni. Ma se si perde tempo, la nebbia non si dirada. Anzi. Avete il dovere della verità. Anche perché ci sono altre gare su cui urgono chiarimenti seri. A partire da alcune modalità....