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AL MONOPOLI

MonopoliPrima

di Francesco Storace

L'Opa non pare avere avuto successo. Quello che non ha osato contro Salvini in Veneto - ovvero la pistola a salve puntata su Zaia per favorire per cinque minuti Tosi - non è riuscito a Berlusconi nemmeno nei riguardi di Fratelli d'Italia per la Puglia. Il movimento di Giorgia Meloni vuole fare di tutto per battere Michele Emiliano, il candidato della sinistra. Ma se si punta a spaccare la coalizione scegliendo candidati dal mazzo altrui, e' complicato rispondere in maniera compatta per la difficile sfida.

Forza Italia e Lega Nord non possono davvero pensare di essere invincibili alle prossime elezioni regionali. E farebbero bene a curare meglio le alleanze. Invece, la Puglia sembra essere diventata solo un terreno di scontro interno al movimento di Berlusconi che pare puntare più a umiliare Raffaele Fitto che a sconfiggere Emiliano. In pratica è come se il 31 maggio si celebrasse uno di quei congressi che Forza Italia non ha mai svolto.

Era evidente che la manovra ben difficilmente potesse avere successo. E Adriana Poli Bortone - che ieri all'ufficio di presidenza del suo partito, Fratelli d'Italia, non si è presentata - farebbe bene a riflettere prima di continuare a polemizzare per una candidatura gestita malissimo da Silvio Berlusconi: la sua candidatura ha un senso, dice la Meloni, solo se Fi è unita. Anche perché in caso contrario contrario nessuno scommetterebbe un fico secco su una assidua presenza del cavaliere in Puglia durante la campagna elettorale - figurarsi Salvini - dove invece è certo che Raffaele Fitto batterà il territorio passo dopo passo a rinfrescare i quasi duecentomila voti presi alle europee. E dare un aiuto vero al candidato che Berlusconi prima voleva e ora non più, Schittulli.

Se si mantiene in campo la candidatura di Adriana, c'è da fare una sola cosa: convocare immediatamente elezioni primarie per la domenica prima della presentazione delle liste e far decidere al popolo. I pugliesi diventerebbero sovrani rispetto alla coalizione di centrodestra. Nella patria di Pinuccio Tatarella sarebbe un fantastico esempio di democrazia diretta.

Se invece la Puglia serve solo a fare dopo le regionali il "partito nuovo" con Berlusconi e la Poli Bortone, vuol dire che abbiamo capito poco di politica e di rinnovamento. Sembra di stare al Monopoli, con Emiliano assiso al Parco della Vittoria a due passi dal traguardo, Schittulli e la Poli fermi a poco oltre la partenza tra Vicolo Corto e Vicolo Stretto e le carte di Meloni nel mazzo delle probabilità sabotate da quelle del mazzo degli imprevisti simboleggiati da Berlusconi.

Non va affatto bene. Si sta facendo troppo casino. E non soltanto in Puglia.

Abbiamo già visto il caos nella Lega per il Veneto, il cambio di cavallo in Liguria - dove Toti e' visto come catapultato - la danza fra troppi candidati in Toscana, addirittura il sostegno al governatore uscente di centrosinistra delle Marche, il balletto con Ncd in Campania. Unica luce, l'alleanza umbra. Chissà quanto fondamentale.

Ridurre tutto a uno scontro interno ai partiti e' un delitto. Soprattutto quando c'è chi dice "o mi candido io o me ne vado". Il rispetto dovrebbe essere una dote che si valorizza con l'età.