PARMA, E' MORTO GIAN LUIGI BUSI CONSIGLIERE COMUNALE PER 32 ANNI

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Dell'onestà, coerenza e lealtà ne aveva  fatto  ben precise  regole di vita e di comportamento. 
E chi lo ha conosciuto  e gli è stato accanto  come  amico  o avversario   non ha difficoltà  ad ammetterlo. 
Gian Luigi Busi,  per tanti anni consigliere comunale, prima del M.S.I. E poi di A.N., di cui  fu  bandiera e  icona,  è  deceduto il 26 aprile all'età  di 84 anni. 
Parmigiano  del sasso, dopo avere conseguito  il diploma di geometra,   iniziò   la propria  attività  professionale   nell'omonimo  studio di perizie  per le assicurazioni .  Uno studio molto noto e  apprezzato nella nostra  città, dove Busi  trascorse  buona parte della sua vita.
 Entrato  giovanissimo  nel  partito, nel 1966,  si candidò per la prima volta per il consiglio comunale, fu eletto con un ampio suffragio  e,  su quei banchi,  vi restò  ininterrottamente  32 anni,  in certi periodi  come unico rappresentante del MSI ed, in seguito,  affiancato   da Aldo Colli,  Augusto Cocconcelli  e  Manlio Molinari. 
Fisico atletico, uomo di sport, era  tifosissimo del Parma, appassionato   di rugby nonché  amico fraterno  di alcune  glorie parmigiane di questo sport.  
Busi  era conosciutissimo  nella nostra città per le battaglie  che condusse   sui banchi  del consiglio  comunale. 
Battaglie dure, appassionate, a quei tempi molto  aspre,  ma sempre  condotte  con grande  coerenza  e   quella lealtà che tutti  gli riconobbero, a partire  dagli avversari.
 Fabio Faccini,   già consigliere  dei Verdi negli anni  novanta,   ricorda Busi come  persona < di straordinaria  onestà  intellettuale. 
Aveva  convinzioni   politiche  molto forti, radicate  e diversissime  dalle mie. Ma su molti problemi  abbiamo  potuto  lavorare  insieme anche   da  posizioni diverse.  Molte  volte,   dopo i lavori del consiglio  comunale,  ci concedevamo  una pizza  ed ho potuto apprezzare anche il Busi  uomo e amico oltre che  collega consigliere>.

  Anche Gianni Cugini,   vice  sindaco  dal 1976 al 1985,   stimava molto Busi. 
< Pur essendo  di   idee politiche agli antipodi dalle mie , io comunista  e lui missino,  ha  avuto atteggiamenti  nei miei confronti   di grande lealtà>. 

<Era una persona moto gentile - ricorda  Elvio Ubaldi,  vice sindaco  dal 1985 al 1990-   un vero signore.
 Con  Busi si poteva  dialogare,  ovviamente  su posizioni  diverse,  avvertendo sempre una  forte onestà  intellettuale  che lo caratterizzava. La sua morte  mi rattrista molto>.
 Coniugato  con Maria Luisa,  socio del Tennis  club Mariano, da buon parmigiano era una  raffinato gourmet   oltre che un  profondo conoscitore  dei  nostri tesori  alimentari   come i salumi. 
 Spirito  profondamente  libero,  Busi,  era uno di quelli che non si tiravano  mai indietro  anche quando la mitica sede  missina di Parma di via Maestri  era presa  d'assalto dagli avversari.  
Però il suo buonsenso, il suo equilibrio e  soprattutto  la  sua grande  onestà  intellettuale lo portarono alcune volte a non condividere  qualche  atteggiamento anche dei suoi  che  andava oltre le righe.
 < Busi - ricorda  Mario  Bertoli  Presidente Provinciale de La Destra  di Parma e grande amico dello scomparso -  era dotato   di  grande carisma, forte personalità  e  carica umana.  Combattivo  fino in fondo,   visse la sua più cocente  delusione politica  quando Gian Franco Fini, per bramosia di potere,  liquidò Alleanza Nazionale  per approdare nel PdL, distruggendo così una grande comunità di destra che si era forgiata in tanti anni di lotte, e di questo,  non ne fece mai mistero con nessuno>. 
<Con Gian Luigi Busi- afferma Ernesto  Calistro già segretario provinciale  dell'M.S.I.- scompare l’ultimo esponente di spicco di quella generazione parmigiana di destra che, nata nella prima metà del novecento, aveva attraversato la seconda guerra mondiale e la caduta del fascismo, dando vita ad un’esperienza politica nel solco della continuità e del rinnovamento delle idee nel quadro del sistema democratico. 
Gian  Luigi  faceva parte   di una generazione che aveva scelto per motivi ideali e di coerenza di militare dalla parte scomoda, concependo la politica come testimonianza di valori e servizio per la comunità>.                   
LORENZO SARTORIO