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CASA, SANTORI E GIUDICI: AVVOCATURA, VIA ROULOTTES SENZA AUTORIZZAZIONE DAL TERRITORIO

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CHI NE HA DIRITTO DEVE VIVERE IN UNA CASA VERA

"E' impossibile continuare a sopportare le roulottes abbandonate in sosta perenne sulle strade della città, dal centro alla periferia. Queste sono vere e proprie baracche che deturpano la città e nelle quali senza tetto e diseredati si trascinano da anni, con tanto di assistenza delle associazioni di volontariato, come Sant'Egidio, e in alcuni casi con l'autorizzazione del Municipio. Non si può tollerare questo regime. La gente non deve vivere in certe condizioni. E' una vergogna che le istituzioni tollerino o autorizzino questi insediamenti, ponendo in essere condotte e prassi che appaiono illecite e contrarie ad ogni regola di convivenza civile e di solidarietà". Lo dichiarano in una nota congiunta il presidente della Commissione Sicurezza Fabrizio Santori e Marco Giudici, capogruppo de La Destra al XVI Municipio.

"E' necessario – insistono Santori e Giudici - vedere chiaro dietro quello che appare un vero e proprio business dei tuguri a quattro ruote, costruito sulle spalle degli indigenti veri e dei cittadini. Un fenomeno che ormai si è diffuso in tutti i quartieri della città, dalle Mura Gianicolensi a Marconi, da Porta Maggiore a piazza Valerio Massimo". 

"Presenteremo un esposto alla Procura, perché la comunità di S.Egidio sta continuando ad abbandonare numerose roulottes e autocaravan prive di ruote e poggiate sui mattoni nelle strade, mentre secondo il parere che abbiamo richiesto all'avvocatura capitolina, le roulottes in sosta abitate con continuità per oltre 90 giorni sono equiparabili alle abitazioni. Per questo necessitano dei relativi titoli edilizi e di occupazione del suolo. E' necessario un intervento concreto, perciò interverremo con decisione sul problema attivando tutti gli uffici preposti. Chi non ha casa ma ne ha diritto deve vivere dentro una casa vera, per esempio una di quelle di edilizia popolare occupate senza titolo da chi ha redditi ben superiori a quelli necessari o non è nemmeno incluso nelle graduatorie. Ma chi non ha i requisiti per vivere a Roma se ne deve andare", concludono Santori e Giudici".